3.12.19

#LoroControSogei #4 LAVORO AGILE O LAVORO FURBO?

E così in Sogei si sperimenta lo smart working: con grande ritardo nei confronti di tutte le grandi aziende tecnologiche, addirittura dopo i nostri clienti istituzionali e molte pubbliche amministrazioni, ma pure noi ce la facciamo:
“Noi di Sogei” ce l’assicura nella prima pagina della Intranet, stavolta sembra davvero fatta.

E invece… non è così.

Anzi, il nostro management si distingue ancora per una prodezza di livello davvero notevole: saremo infatti la prima azienda al mondo (su questo non ci batte nessuno) a sperimentare lo smart working… all’interno delle sedi aziendali.

Ebbene sì, i test non riguardano infatti lo smart working, ma le tecnologie abilitanti che dovranno renderlo possibile: nessuno dei 40 colleghi che vi partecipano (e, tanto per fare bingo, tra questi risultano vistosamente assenti i colleghi che lavorano presso il Cliente) testerà il funzionamento delle attrezzature da casa o comunque dall'esterno, i test verranno svolti solo in azienda.
Siamo veramente unici: abbiamo 900 token card con le quali i colleghi si possono collegare liberamente da casa o da altri luoghi esterni all'azienda, ma per lo smart working ancora dobbiamo testare le tecnologie…

Al lavoro agile, il management Sogei evidentemente preferisce il “lavoro furbo”: non registrato, non retribuito, senza contratto, completamente gratuito.

Infatti, anche se la Rsu ha richiesto l’inibizione dei collegamenti da remoto che avvengono al di fuori delle regole contrattuali (che riguardano reperibilità e telelavoro: null'altro è regolamentato), la Direzione Aziendale si guarda bene anche solo dal rispondere a questa richiesta: il lavoro da remoto va bene così com’è, sregolato e gratuito.

In Sogei il lavoro da remoto non è agile, è FURBO!


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